I “NOSTRI VALORI” E PONZIO PILATO

Mario Adinolfi - 20 Settembre 2016 Email Whatsapp telegram Facebook Twitter Linkedin
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Come molti ho ricevuto l’accorato invito ad acquistare e diffondere il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, La Verità, da parte di Massimo Gandolfini con una email inviata a tutti gli aderenti al comitato Difendiamo i nostri figli: “Carissimi Amici, mi permetto di raggiungervi per segnalarvi una nuova significativa iniziativa editoriale. Da martedì 20 settembre sarà in edicola il quotidiano ‘La Verità’. Non possiamo lasciarci sfuggire l’opportunità che ci viene concessa di un quotidiano che nasce dai nostri valori.Verificheremo naturalmente nel tempo che la felice ispirazione da cui il giornale trae origine venga mantenuta, ma in questa fase iniziale invito tutti a sostenere fortemente questo impegno e ad aiutare in tutti i modi la diffusione del quotidiano”. Poiché sono abituato a seguire i consigli di Massimo, di mattina presto sono andato ad “aiutare in tutti i modi la diffusione” di questo nuovo quotidiano “che nasce dai nostri valori” acquistando la mia copia de La Verità e recensendola nella puntata giornaliera di Stampa e Vangelo all’apertura del palinsesto di Popolo della Famiglia TV.
Nel corso della rassegna stampa ho citato anche l’ampio articolo del Corriere della Sera che lancia il quotidiano di Belpietro con un’intervista al direttore-venditore, in cui vengono indicate le due firme di grido che accompagnano Maurizio nell’impresa: Giampaolo Pansa e Luca Telese. Il primo è un laicone pro-eutanasia, il secondo lo conosco personalmente da un quarto di secolo: è un mio amico, ha appena perso il padre e gli sono particolarmente vicino, non si offenderà se ricordo che gli articoli più forti a sostegno dell’utero in affitto e di Nichi Vendola li ha firmati lui. Memorabile un “Nichi sarà un grande papà” su Libero nel febbraio scorso. Libero, direttore Maurizio Belpietro.
Vabbè dai, ma magari il Corriere della Sera ha solo semplificato. Su La Verità scrive il biografo di Gandolfini, quello che l’ha descritto come punto di intersezione “tra Gandhi e De Gasperi”. Anzi, non solo scrive, è sulla tolda di comando insieme a Belpietro. Poi ci sono firme note del cattolicesimo militante, i miei amici Costanza Miriano e Francesco Agnoli. Sono stati presi da La Croce articolisti che da noi hanno per la prima volta pubblicato su un quotidiano cartaceo nazionale: Giuliano Guzzo, Lorenzo Bertocchi, Renzo Puccetti. Da esserne orgogliosi, ci dimostriamo un’ottima scuola, con Paola Belletti e Valerio Musumeci che sono diventati scrittori, Federica Thistle firma di prestigiose riviste internazionali, Giovanni Marcotullio e Andreas Hofer richiestissimi dalle più importanti case editrici, Joseph Brie anche lui pronto a presentare il mese prossimo un suo libro con prefazione del sottoscritto. Insomma, La Croce può andare orgogliosa dei suoi talenti promossi in serie A che sul nostro campetto di periferia si sono fatti notare.
Poi però il quotidiano lo sfogli e ti rendi conto che è un quotidiano sostanzialmente politico, la finalità è l’attacco a Renzi in nome di un centrodestrismo berlusconiano duro e puro. Legittimo, ottimo anche il risentimento di Belpietro (direttore dichiaratamente ateo) per la defenestrazione da Libero del maggio scorso, candidamente descritto nell’editoriale di apertura come elemento motivante per l’apertura del nuovo giornale. Va bene tutto, c’è pure un bell’articolo su Cristiada (roba su cui facemmo il primo numero de La Croce venti mesi fa e almeno cinque articoli sul nostro campetto di periferia, ma se copiate notizie nostre a noi va benissimo). Poi volti pagina e leggi un bel titolo a effetto: “Bridget incinta di due papà”. Articolo firmata da Gemma Gaetani. Per fortuna quattro pagine del giornale sono dedicate a presentare le firme. Dalla biografia leggiamo che Gemma Gaetani è autrice dei preziosi pamphlet “Elogio del tradimento” e “Conquista, tradisci, nega!”. Uhm.
Mi viene da ricapitolare. Il direttore è ateo, il condirettore è il biografo di Gandolfini. Delle due principale firme indicate sul Corriere della Sera una sostiene l’eutanasia e l’altra è il cantore dell’utero in affitto, ma certo Agnoli e Puccetti sono contro l’una e l’altro. C’è quella che scrive “Elogio del tradimento” al fianco di chi scrive “Sposati e sii sottomessa”. Ok. E la verità proclamata con tanto di maiuscola in testata? Basta leggere sotto la testata, la soluzione del giallo è stampata bella chiara. C’è scritto: “Quid est veritas?”. Oh, ora ho capito. Siamo nella casa di Ponzio Pilato. Perfetto.
Capiamoci bene. Non è solo legittimo, è persino auspicabile che sapendo quello che fanno in tanti scrivano con posizioni vicine alle nostre su un quotidiano diretto da un ateo e zeppo di firme pro eutanasia, utero in affitto e (immaginiamo) aborto. Solo, sono ospiti in casa d’altri. I milioni sono di altri, la direzione è in mano ad altri, gli articolisti propagandati sono altri. I nostri daranno il loro “contributo”, pare gratis, ma comunque faranno benissimo. Solo non diteci che il giornale di Ponzio Pilato è il giornale che “nasce dai nostri valori”. Proprio no, questo non ditecelo.
Diranno: “Sei invidioso”. Ah, sì. Venti mesi quando nacque La Croce e andò in edicola nessuno scrisse una email per dire all’universo mondo che era nato un quotidiano “dai nostri valori” incoraggiandone la diffusione. Fummo accolti dal bombardamento de La Bussola Quotidiana che invitava a non comprarci e da altri che scrivevano che quel “contro i falsi miti di progresso” che campeggia ancora oggi sotto la testata era, come dire, “troppo contro”. E allora meglio Ponzio Pilato?
L’errore è complessivo. In questa stagione credere che andando in casa d’altri, in politica come nella produzione culturale, si possano poi spacciare operazioni altrui come attività che “nascono dai nostri valori”, è un errore drammatico. Costoro saranno usati come foglie di fico, poi quando la questione diventerà davvero quella dell’affermazione della verità, spunterà Ponzio Pilato con il suo scetticismo anticristiano.
Mi chiedo davvero come possano tanti amici scrivere su un quotidiano che ha come sottotitolo la frase di chi consentì la crocifissione di Nostro Signore. Mi chiedo con che faccia ci viene chiesto di “aiutarne in tutti i modi la diffusione”. Speriamo che siano perdonati, perché ancora una volta non sanno quello che fanno.

Il Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi

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