LIBERARE LE DONNE, LIBERARLE DAVVERO

Mario Adinolfi - 28 Agosto 2017 Email Whatsapp telegram Facebook Twitter Linkedin
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“Tenere la casa pulita, cucinare bei piattini. Non sono cose frustranti, non è sottomettersi a niente e nessuno: è dare amore alla famiglia e sapere che da grande tua figlia potrà dire ‘le lasagne di mamma, le torte di mamma quanto erano buone’. E’ vedere crescere i propri figli ed educarli più da vicino, insegnargli tante cose, aiutarli nei compiti. Tutto questo lo farei volentieri davvero, se avessi tempo e possibilità, se non dovessi lavorare fuori casa: ne sarei felice e non mi impedirebbe di essere me stessa, di curare comunque i miei interessi ed i miei hobby, non sminuirebbe il mio essere Donna, anzi lo valorizzerebbe! Invece questo modello della società secondo me è una sconfitta. I figli non sono seguiti, spesso si perdono, spesso vanno in terapia già giovanissimi, ah… ma attenzione… noi donne lavoriamo, siamo indipendenti e abbiamo vinto. Che hai vinto? Indipendenza e denaro? E l’amore? E il tempo? Che tristezza. Viva le donne di una volta. Quanto avrei voluto essere stata una donna e una madre di 50 anni fa!”.
Questo scrive Michela e lo pubblica Concita De Gregorio di Repubblica sul suo blog. A Michela e a tutte le giovani donne come lei, senza togliere nulla alle donne che amano lavorare fuori casa, è rivolta la proposta di reddito di maternità formulata dal Popolo della Famiglia: mille euro al mese di indennità per chi si dedica ai figli, perché curare la famiglia è un lavoro e va riconosciuto dallo Stato un equo compenso, con la finalità di liberare le donne, liberarle davvero. Il costo sarebbe infinitamente minore per le casse dello Stato del reddito di cittadinanza da 780 euro previsto dai grillini come proposta centrale della loro campagna elettorale, che avrebbe peraltro conseguenze negative per la produttività degli italiani. Mettere mille euro al mese in più nelle tasche delle famiglie con figli, invece, innesca economicamente un circolo virtuoso. Il primo anno dovremo stanziare cinque miliardi di euro e speriamo di verificare un immediato innalzamento del tasso di fecondità delle donne italiane, oggi il più basso d’Europa. Niente più mancette, niente 800 euro una tantum, ma un vero e proprio reddito: mille euro al mese di indennità. Sulla maternità si investe per far uscire l’Italia dalla cultura della cupa sterilità antifamilista che pare averla assalita e per liberare le donne italiane dal dolore di dover abbandonare i propri figli facendoli crescere ad altri perché devono dare la più ampia parte della propria giornata a qualche estraneo in quattrocentottanta minuti almeno di orario d’ufficio quotidiano.
Unitevi al Popolo della Famiglia nella battaglia per il reddito di maternità, da approvare per decreto nel primo Consiglio dei ministri a cui dovessimo partecipare se, entrando in Parlamento alle prossime elezioni politiche tra sei mesi, fossimo decisivi alla costruzione di una maggioranza di governo. Un milione di voti a marzo e questo sarà uno dei primi modi con cui cambieremo l’Italia.

, , Il Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi

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